Human food

Lo chiamiamo cibo, qualche volta alimento: è il carburante che alimenta il nostro corpo. Cibo è una parola latina. Cibus è la sua origine e vuol dire tutto ciò che si mangia. Questa parola ci apre la mente verso diversi scenari culturali, che la caratterizzano e la declinano secondo diverse accezioni.
Ad esempio, da cibo derivano parole come cibarie e da alimento, suo stretto parente, parole come alimentazione. Facendo un salto lessicale, incontriamo altre parole di questa famiglia alimentare: nutrienti, nutrizione e via dicendo. Sono termini che danno vita alla nostra cultura alimentare e, proprio per questo, dobbiamo comprenderli e utilizzarli in modo corretto, specialmente quando parliamo di alimentazione e di nutrizione. Innanzitutto, bisogna dire che non sono sinonimi. C’è una bella differenza tra “buttare giù una cosetta a pranzo” ed assumere un cibo che sostenga il nostro organismo nelle sue funzioni.

Alimentazione
Alimentarsi significa introdurre cibo nel corpo. L’alimentazione è semplicemente il fornire cibo all’organismo, che, attraverso il processo metabolico, produce energia e sostanze di base, necessarie per rigenerarsi e stare in salute.

Nutrizione
La nutrizione è la scienza che studia il corretto apporto di sostanze alimentari attraverso il cibo e/o l’alimentazione. Ogni alimento si compone di un certo numero di sostanze semplici, appartenenti ad uno dei tre gruppi chiamati glucidi (zuccheri), lipidi (grassi) e protidi (proteine), che, in modo diverso, contribuiscono al mantenimento, al rafforzamento e alla costruzione del nostro organismo e della nostra salute.

Cosa accade quando, invece dei nutrienti, immettiamo nel nostro corpo quantità per niente nutritive ma solo lesive del nostro organismo?

Il termine cibo spazzatura (junk food) indica una tipologia di alimenti considerati malsani a causa del loro bassissimo valore nutrizionale e dell’elevato contenuto di grassi e zuccheri. Oggi il cibo spazzatura o junk food è inquadrata in una categoria di alimenti accomunati da una o più delle seguenti caratteristiche:

  • scarso valore nutrizionale
  • elevato apporto energetico
  • elevato apporto di sale
  • elevato apporto di zuccheri raffinati
  • elevato apporto di colesterolo libero, grassi saturi e/o acidi grassi deidrogenati

La peculiarità del cibo spazzatura è quella di possedere una densità calorica assolutamente inappropriata allo stile di vita dell’uomo comune, ma allo stesso tempo di non ottemperare alle necessità di vitamine, fibre, proteine, carboidrati, etc… La risposta del loro fascino è molto semplice: sono buoni al palato, sono stati concepiti per creare dipendenza, sono disponibili ovunque, ma soprattutto… sono economici. Purtroppo generano problemi sociali gravissimi:

  • obesità infantile (che sta raggiungendo livelli pato-epidemiologici preoccupanti);
  • incremento della morbilità e della mortalità in età adulta
  • aumento della spesa pubblica sanitaria nazionale.

Sarebbe una falsità dichiarare che il consumo saltuario di cibi spazzatura incide significativamente sullo stato di salute delle persone, perché i danni sistemici che i junk food apportano all’organismo sono il frutto di un consumo abituale: per scongiurare ogni complicazione sarebbe sufficiente limitarne il consumo.