Shared value


L’approccio Shared Value, elaborato da Michael Porter professore alla Harvard Business School dove dirige l’Institute for Strategy and Competitiveness, in collaborazione con Mark Kramer, senior fellow della CSr Initiative presso la Harvard’s John f. Kennedy School of Government di Cambridge, nel Massachusetts, esplora il legame tra sistema economico e società.
Il concetto, pubblicato per la prima volta dall’Harvard Business review nel gennaio 2011, si fonda sul presupposto che, alla luce delle crisi economico nanziarie dell’ultimo periodo storico, il capitalismo sia sotto assedio e che pertanto sia necessario identificare un nuovo modello in grado di reinventarlo.
Il punto di partenza è che nessun’azienda è un’entità a sé stante. Il successo di tutte le imprese è influenzato dai servizi di supportoo e dalle infrastrutture che le circondano; la produttività e l’innovazione vengono fortemente influenzate dall’infrastruttura logistica di un determinato territorio. Lo sviluppo di un’impresa dipende dunque dalla (qualità e quantità della) domanda domestica. Gli attori che operano sul territorio possono creare condizioni di contesto favorevoli allo sviluppo del business. Di contro, un contesto sociale e territoriale in salute dipende dalla presenza di imprese che sono in grado di dare lavoro, offrire salari e stipendi adeguati, acquistare beni e servizi di qualità, pagare le tasse, proteggere l’ambiente, utilizzare le risorse in modo efficiente, etc.
Le aziende, afferma Porter, devono attivarsi per riconciliare business e società e la strada da percorrere è quella di “creare Valore Condiviso”, ovvero creare valore economico in modalità tali da generare contemporaneamente valore per l’azienda ma anche per la società, rispondendo a un tempo alle necessità dell’azienda e alle esigenze di tipo sociale. un nuovo punto di vista che concerne la valorizzazione del know how dell’impresa e la ricon gurazione delle relazioni lungo la catena del valore.
Le aziende possono creare valore condiviso in tre modi distinti, scrive Mark Kramer: concependo in modo nuovo prodotti e mercati, ridefinendo la produttività nella catena del valore, e creando distretti industriali di supporto alla competitività della società.
Il concetto di valore condiviso integra, in un certo senso, l’idea di responsabilità sociale applicata sino ad oggi: serve un approccio innovativo alla sostenibilità che veda la crescita sociale come un obiettivo centrale e non ancillare, scrivono gli autori. ”I programmi di CSR si focalizzano principalmente sulla reputazione e hanno solo un collegamento limitato con il business, il che rende difficile giustificarli e mantenerli nel lungo termine. Per contro, la Creazione di Valore Condiviso (CSV) è funzionale alla profittabilità e alla posizione competitiva dell’azienda. Sfrutta le risorse specifiche e l’expertise specifico dell’azienda per creare valore economico attraverso la creazione di valore sociale”.